GIORGIO PERLASCA, UN UOMO COMUNE – recensione

Intro
La lettura di questo volume, nel 2011, mi ha convinto per la sua bellezza e la forza del disegno, che si potevano realizzare dei progetti nelle scuole per parlare di shoah agli studenti utilizzando il fumetto. E, quest’anno, abbiamo approfondito questo fumetto con tre classi dell’Istituto scolastico comprensivo “B.Genovese”, di Barcellona Pozzo di Gotto.
Mario B.
18-08-2016
03_11_Perlasca_coverGIORGIO PERLASCA, UN UOMO COMUNE 

Testi di Marco Sonseri, disegni di Ennio Bufi, colori di Mirka Andolfo
128 pagine, bicromia, brossurato con bandelle, formato 15,3×23, Euro 12.50
ReNoir Comics

di Mario Benenati
Letteratura sugli avvenimenti della seconda guerra mondiale e sulla deportazione e carneficina degli ebrei, ne troviamo a volontà. Anche il medium Fumetto ha dato un suo contributo negli ultimi trenta-trentacinque anni con Maus, di Spiegelman su tutti, con La Storia dei Tre Adolf di Osamu Tezuka, e con Racconti di guerra di Will Eisner, quelli che ricordo meglio.
Sulle gesta eroiche di uomini comuni, sempre durante la seconda guerra mondiale, invece la documentazione è più esigua. Giorgio Perlasca fu uno di questi uomini comuni che fecero la cosa giusta, cioè aiutare altri uomini, salvarli dalla morte certa e dare loro una dignità ed una speranza.

Da una decina di anni, la vicenda umana ed eroica di Giorgio Perlasca viene presentata ad un numero sempre più vasto di italiani. Libri, documentari, fiction televisiva, stanno finalmente ricostruendo, ognuno col proprio punta di vista, il vasto mosaico legato al gesto di un uomo comune, un italiano, che si è ritrovato suo malgrado all’interno di quel meccanismo disumano, aberrante e distruttivo della guerra, della seconda guerra mondiale.
Perlasca, come Gino Bartali a Firenze, come i cittadini di Monterotondo, come Vassili Zaitsev (un pastore russo, infallibile cecchino dell’Armata Rossa che ingaggiò un tremendo duello con il miglior tiratore tedesco, come ampiamente descritto nel film “Il Nemico alle Porte”), ed infine, come Oskar Schindler (che nel 1942 dopo aver visto le brutali operazioni di rastrellamento per l’invio dei trasporti verso il campo di Płaszów, agì al fine di salvare quanti più ebrei possibile, come descritto nel film “Schindler’s List“), è diventato suo malgrado un eroe, un uomo da onorare e ricordare.

La trasposizione a fumetti della sua storia umana ed eroica non era un compito facile, ma, nel corso del 2010, due giovani autori, Marco Sonseri ed Ennio Bufi, ci hanno provato ed hanno proposto, con questo volume, lo sforzo di un uomo che mettendo a repentaglio la propria vita ne ha salvate quanto più ne ha potuto, ed anche la loro visione della seconda guerra mondiale.

La trama del libro in breve: siamo a Budapest, anno 1944, il governo ungherese è caduto e comandano i nazisti. Un italiano che lavora lì, Giorgio Perlasca, braccato dai nazisti (da traditore come tutti gli italiani, perchè la nostra nazione ha firmato l’armistizio con le truppe alleate) invece di tornare in Italia, o rifugiarsi in Svizzera, si inventa una nuova identità di cittadino spagnolo, e, con la complicità dell’ambasciata spagnola, inizia la sua attività di protezione degli ebrei di Budapest dai nazisti, subendo maltrattamenti fisici e verbali, sfidando la morte un più di un’occasione, fino a quando i russi non irromperanno in città, “liberandola” dai nazisti.
Nel libro non viene narrato che Perlasca tornerà in Italia, e non racconterà a nessuno questa sua vicenda così come non verrà raccontata neanche dal governo spagnolo, e che vicenda verrà fuori solo negli anni ’80 del secolo scorso. Da quel momento Perlasca verrà considerato, per le tutte le generazioni a venire, Giusto tra le nazioni, titolo che il governo israeliano gli ha concesso per le sue coraggiose azioni a Budapest.

Il libro, disegnato con un tratto realista, da Ennio Bufi, (visto all’opera su un albo di Geronimo Stilton, sempre nel 2010, e in alcuni racconti di una nuova serie dedicata a Don Camillo, in uscita nel 2011) con una gabbia di 6 vignette per pagina, di cui una quasi sempre non contornata (che diventano 5 a secondo le esigenze della narrazione), ma che non disdegna passaggi a pagine con sole vignette orizzontali e qualche pagina intera, quest’ultima utilizzata per sottolineare momenti cruciali della storia. Un taglio nell’insieme molto cinematografico che non mancherà di “prendere” il lettore.
Anche la colorazione, che ha come caratteristica un viraggio sul seppia per l’intero libro, affidata a Mirka Andolfo (classe ’89, con esperienza sia per le Edizioni Piemme, sia per Renoir), coinvolge il lettore e lo trasporta nell’atmosfera della seconda guerra mondiale.
C’è un senso quasi claustrofobico nel libro per sottolineare che l’azione si svolge al chiuso, dentro le case dei protagonisti e che gli stessi stanno vivendo una situazione di reclusi, nascosti; il mondo è fuori le finestre, lontano dalle loro attuali vite, e si vede poco; gli esterni sono rappresentati solo in notturna, oppure c’è nebbia, piove o nevica, oppure la città è sotto l’effetto delle bombe e dei proiettili.
A livello di scrittura, Marco Sonseri, già sceneggiatore per la Panini Comics (Piccoli Brividi), per la San Paolo Edizioni (Gesu’ di Nazareth), per Cronache di Topolinia (suoi sono i numeri 3 e 4 della saga fantasy di Ho Lan), per Pavesio Editore (mini contributo per la storia intitolata ” Il morso dell’elefante”), cerca di imporre un equilibro tra il taglio storico e quello documentarista, cerca di non farsi prendere la mano dalle altre trasposizione di Perlasca, in particolare quello televisiva. Mi sembra che nel complesso l’autore ci sia riuscito bene, con dei dialoghi asciutti, diretti, in qualche punto nervosi, drammatici, come il susseguirsi degli eventi.

Il volume a fumetti merita l’acquisto e spero potrà far conoscere un’altra pagina di storia sulla seconda guerra mondiale ad un pubblico che, magari, non legge libri e non vede fiction, ma si lascia affascinare dalle vignette di una graphic novel.

 

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