“4 PASSI TRA LE NUVOLETTE”, PRIMA PUNTATA: YELLOW KID, IL PADRE DI TUTTI

Il piccolo padre dei fumetti

di Carlo Scaringi

(riproposta. prima pubblicazione 17-10-2011)

4passi_01_1896-10-04
Questa tavola è stata caricata da questo sito : http://cartoons.osu.edu/yellowkid/1896/1896.htm; e si riferisce alla tavola pubblicata il 4 Ottobre 1896, “The Amateur Dime Museum in Hogan’s Alley”, New York World . Per gentile concessione. © degli aventi diritti

Questa passeggiata tra le nuvolette inizia per forza daYellow Kid, da tutti ritenuto il primo personaggio dei comics. Ma prima di lui ci sono stati degli “antenati” come i tedeschi Max e Moritzdisegnati da Wilhelm Buschper illustrare i suoi pungenti racconti. Max e Moritz sono due monelli veramente pestiferi, che hanno anticipato di circa 40 anni l’arrivo diBibi’ e Bibò. Nel 1889 in Francia il disegnatoreChristophe ha creato laFamiglia Fenouillard, avventure nella provincia francese, raccontate con una serie di vignette e lunghe didascalie. E’ fin troppo noto che i fumetti sono nati tra il 1895 e  il 1896, con  Yellow Kid, ideato daRichard F. Outcault per ilN. Y. World di Pulitzer, poi passato, alla fine del 1896, sulN. Y. Journal di Hearst. A quell’epoca i due grandi editori si contendevano con ogni mezzo i lettori, e i fumetti furono subito un importante strumento di questa battaglia. Yellow Kid – il primo eroe di carta – è un  monello di strada, sfrontato, irriverente, povero nella New  York fine Ottocento. Ha due grandi orecchie a sventola, una testa quasi calva e indossa un camicione, divenuto giallo per una prova di colore forse mal riuscita. Da qui il nome di Bambino giallo, subito rrasformato in Monello giallo perchè sul camicione erano sempre scritte parole di scherno o di protesta a commento dei fatterelli del quartiere. In un certo senso, Yellow Kid è stato il primo portavoce del proletariato di New York, composto all’epoca  da immigrati tedeschi, italiani, polacchi, ecc., ovviamente trascurati dalle autorità locali. Forse è esagerato dare a Yellow Kid la patente di fumetto sociale, ma in un mondo di carta che negli anni successivi sarà popolato da monelli birbanti come Bibì e Bibò, bambini insopportabili come Buster Brown, creato anch’esso da Outcault, o sognatori come Little Nemo, un ragazzino come Yellow Kid ci sta proprio bene. Deluso e arrabbiato perchè Outcault aveva trasferito il suo monello sul giornale concorrente, Pulitzer assunse un altro disegnatore, George B. Luks, perchè continuasse le tavole di Yellow Kid. Ma i risultati furono modesti, e dopo breve tempo i due monelli scomparvero, anche perchè Outcault pensava forse a un altro personaggio, Buster Brown arrivato nel 1902. La popolarità di Yellow Kid restò praticamente limitata agli Stati Uniti, anche se l’11 febbraio 1904 una tavola apparve perfino in Italia, sul “Novellino” . Complessivamente il piccolo padre di tutti i fumetti visse solo poco più di 120 settimane, perchè tante sono le tavole disegnate da Outcault, e praticamente mai, salvo errori, raccolte in volume. Pinocchio disegnato Il famoso burattino è nato 130 anni fa, il 7 luglio 1881, quando un giornale fiorentino cominciò a pubblicare il lungo racconto di Collodi. All’inizio era solo una marionetta senza volto, almeno fino al 1883 quando il romanzo uscì in un libro con i disegni di Enrico Mazzanti. All’inizio del Novecento venne illustrato da Carlo Chiostri e nel 1911, alla terza edizione di un successo ormai infinito, fu disegnato da Attilio Mussino che un paio di anni prima aveva creato sul neonato Corriere dei Piccoli il negretto Bilbolbul, primo fumetto italiano. Anche Pinocchio è approdato sui fumetti, nella seconda metà del 1937 sul settimanale omonimo, edito da Lotario Vecchi, disegnato da Carlo Cossio. All’inizio del 1938 anche il suo concorrente Nerbini pubblicò un settimanale, diretto dal nipote di Collodi, che avrebbe dovuto essere “il giornale dei ragazzi italiani”. Ma durò poco, come l’altro del resto, solo una trentina di numeri. Il burattino disegnato da Giorgio Scudellari viveva avventure in chiave moderna e un po’ caricaturale, mentre migliori furono le versioni, almeno tre, fatte da Jacovitti, e altri autori, tra cui anche un Galleppini, non ancora conquistato da Tex. Un simpatico gatto nero Nel mondo dei fumetti ci sono molti gatti, quasi sempre allegri e divertenti, tranne quel gattaccio di Gambadilegno. Uno dei più famosi è Felix the Cat, ideato in una versione animata da Pat Sullivan nel 1917. Quello di Felix è stato nel 1930 il primo cartone animato sonoro tramesso in TV. Nei fumetti invece è arrivato nel 1923, conservando, malgrado la staticità delle strisce, quella vena di lirismo e fantasia che rendono simpatico questo gattone nero dai grandi occhi, che in Italia è diventato Mio Mao, nome quasi infantile ma indovinato. Nota bene: la tavola di yellow kid è stata caricata da internet, dal questo sito , e si riferisce alla tavola pubblicata il 4 Ottobre 1896, “The Amateur Dime Museum in Hogan’s Alley”, New York World . Riferimenti della rubrica “Quattro passi tra le nuvolette” sul sito di glamazonia.it : prima puntata – Link : http://www.glamazonia.it/board/showthread.php?tid=11624 seconda puntata – Link : http://www.glamazonia.it/board/showthread.php?tid=11672 terza puntata – Link : http://www.glamazonia.it/board/showthread.php?tid=11732

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