“4 PASSI TRA LE NUVOLETTE”, DECIMA ED ULTIMA PUNTATA: TEX WILLER

Carlo ci ha regalato 10 interventi sospesi nel tempo, con trenta spunti fumettistici, questo è l’ultimo dei quattro passi. Ci fermiamo con un trittico molto interessante: Tex, i Promessi Sposi e Brick Bradford
Con questo articolo termina la ripubblicazione degli articoli scritti da Carlo Scaringi (Comics tribute e Quattro passi), nella sua bella ed intensa collaborazione con noi, dal 2010 al 2013.
Per chiuque vogli leggere o rileggere i suoi articoli, consiglio (oltre quelli pubblicati su Fumettomania) quelli scritti su afnewsQUI trovate l’indice.
Mario Benenati

Nota bene: La tavola di questo articolo è stata scaricata da questo sito 

Intervista impossibile a Tex Willer

di Carlo Scaringi

A metà degli anni Ottanta la RAI produsse un film su Tex Willer, diretto da Duccio Tessari e con Giuliano Gemma nel ruolo del Ranger. Non fu un grande successo (quasi mai i film tratti dai fumetti lo sono) e durante la lavorazione il Radiocorriere pubblicò vari articoli sul tema, tra cui un’intervista “impossibile” con Tex utilizzando, come risposte, battute tratte dai primi 300 albi della collana bonelliana, quasi tutti firmati dalla coppia Gianluigi Bonelli-Aurelio Galleppini. Adesso la serie ha superato ampiamente i 600 numeri, con nuovi sceneggiatori e altri disegnatori, e l’intervista potrebbe arricchirsi ulteriormente. Ma l’essenza del personaggio e lo spirito delle sue avventure sono rimasti gli stessi. Ecco perciò l’intervista.

Ben arrivato in città, Tex.

– E’ una città molto interessante, zeppa di simpatici mattacchioni che si danno da fare per movimentare il mio soggiorno. Penso che non sarebbe gentile andarmene senza prima aver ricambiato le attenzioni di questi mattacchioni.

Hai semore voglia di scherzare, eh?

– Non scherzo, questa stella mi dà il diritto di occuparmi del mantenimento dell’ordine in ogni paese dove non ci sia già uno sceriffo.

Intanto, facciamo quattro chiacchiere, ne avrai di cose da raccontare…

– I guai non mi mancano. Però ho paura che dato il molto sonno arretrato piomberò come un masso nella cuccetta.

Dicono che hai la pistola facile e che hai ucciso molti fuorilegge, sempre per legittima difesa, ma in realtà sei coraggioso, generoso e onesto.

– E’ sempre possibile che un proiettile mi metta a tacere, ma morire per morire è meglio farlo con una pistola in pugno e guardando l’avversario.

Nel tuo passato c’è anche un periodo vissuto nell’esercito. Però non ami parlarne. Perchè?

– Per tante ragioni. Posso solo dire che non sopporto chi ha una divisa ed è un vostro superiore. Figurati se mi sogno di dare ascolto a un branco di scimmie in divisa militare.

E’ un giudizio drastico, ma ora sei contento, vero?

– Direi di sì, non soltanto perchè mi sono tolta una divisa non mia, ma  anche perchè mi sono levato qualcosa di cui gli altri non mi ritenevano più degno. Ma lasciamo perdere…

Giusto, parliamo di tuo figlio. Ormai è grande.

– E’ un uomo fatto, ma ricordo con nostalgia la sua infanzia, quando, per esempio, Tiger Jack  gli ha insegnato a tirare con l’arco. combinava più guai lui che dieci Apaches sul sentiero di guerra. E’ orgoglioso del suo sangue indiano, e sono certo che saprà battersi sempre come un guerriero navajo.

Una moglie indiana, un figlio guerriero navajo, tu stesso ascoltato capo che i pellerossa chiamano Aquila della Notte. Come ti trovi in questa situazione?

– Benissimo, perchè sono un uomo giusto, che giudica gli uomini dalle loro azioni, e non dal colore della pelle. Per me un posto vale l’altro. Importa solo la gente che incontro.

Meglio se di sangue indiano, perchè solo tra i pellerossa ti trovi bene…

–  Ma continuando così, finirà che gli indiani diventeranno più rari dei bisonti, e per vederli dovremo andare in un museo. Nella mia mente risuona ancora l’eco delle grida e dei lamenti dei Navajos, e il ricordo di quella tomba solitaria presso la sorgente, basta a rendere il mio cuore ancora più duro della pietra sotto cui la mia Lilith dorme il suo lungo sonno.

Sono d’accordo, ma ci sono anche dei bianchi buoni, o  no?

– L’umanità che ci circonda non ha mai dimostrato di essere un’associazione benefica. Ciò mi provoca un mucchio di pensieri e di domande cui vorrei dare una giusta risposta. Sono storie di sempre, vecchio mio, gli uomini non hanno ancora imparato che la malvagità e la prepotenza producono in realtà un’amara messe di dolori.

Sorridere con i Promessi Sposi

Il più celebre romanzo di Manzoni è l’opera letteraria più conosciuta, dopo la Commedia di padre Dante. Tutti ne parlano, ma pochi hanno letto i Promessi Sposi fino alla conclusione. Per fortuna molte parodie, anche a fumetti come la disneyana I Promessi Paperi, hanno permesso di scoprire la conclusione della travagliata vicenda di Renzo e Lucia.
Negli anni Cinquanta il Marc’Aurelio – popolare settimanale umoristico nato a Roma nel 1931 – ha proposto una divertente e dissacranre versione del romanzo, La sceneggiatura era di Ettore Scola, allora ai primi passi nel cinema, e i disegni del bolognese Vittorio Vighi, famoso per i suoi omini con grossi nasi. Ne è nata una storia umoristica sin dalla prima tavola, con quel Don Abbondio campagnolo che legge la Gazzetta dello Sport e stende a suon di ougni quei cattivoni dei bravi che volevano impedire un certo matrimonio. La conclusione, con i classici fiori d’arancio, sarebbe arrivata molte tavole dopo, tutte infarcite di trovate originali, divertenti, anche satiriche per i frequenti richiami all’attualità di allora.

Brick Bradford tra passato e futuro

Uno dei maggiori eroi della fantascienza a fumetti è senz’altro Brick Bradford, ideato nel 1933 da Willliam Ritt e disegnato a lungo da Clarence Gray. Brick Bradford si colloca tra Buck Rogers, nato nel 1929 e Flash Gordon, creato da Alex Raymond nel 1934. Le sue storie si svolgono in un universo fantascientifico proiettato verso il futuro, ma propongono anche vicende ricche di richiami al passato. Utilizza una avveniristica cronosfera che gli pemette di compiere viaggi prodigiosi nel tempo. In Italia divenne subito popolare, ma sul finire degli anni Trenta il regime tentò di italianizzarlo con nomi come Guido Ventura o Marco Spada, ma invano.

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Riferimenti delle altre nove puntate di
“Quattro passi tra le nuvolette”:

prima puntata – http://fumettomaniafactory.net/2011/10/17/quattro-passi-le-nuvolette-nuova-serie-articoli-carlo-scaringi/

seconda puntata – http://fumettomaniafactory.net/2011/11/06/17728/

terza puntata – http://fumettomaniafactory.net/2011/11/25/4-passi-le-nuvolette-terza-puntata/

quarta puntata – http://fumettomaniafactory.net/2011/12/22/4-passi-le-nuvolette-quarta-puntata-krazy-kat-topo-innamorato/

quinta puntata – http://fumettomaniafactory.net/2012/01/20/4-passi-le-nuvolette-quinta-puntata-mister-no/

sesta puntata – http://fumettomaniafactory.net/2012/01/31/4-passi-le-nuvolette-sesta-puntata/

settima puntata – http://fumettomaniafactory.net/2012/02/22/4-passi-le-nuvolette-settima-puntata/

ottava puntata – http://fumettomaniafactory.net/2012/03/10/4-passi-le-nuvolette-ottava-puntata-tanti-medici-tv-fumetti/

nona puntata – http://fumettomaniafactory.net/2012/03/31/4-passi-le-nuvolette-nona-puntata-edgar-pierre-jacobs/

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