ERIC WOOLFSON FOREVER: FREUDIANA from album Freudiana (1990)

Logo_tributo_Woolfson_468x88Siamo arrivati agli ultimi tre brani, tra quelli cantati e scritti da Eric Woolfson, che ci hanno accompagnato in questo anno e mezzo di tributi. Sono innamoratissimo di quest’album che ho acquistato in un Virgin store a Milano qualche mese dopo la sua uscita. Posso affermare tranquillamente che è la colonna sonora dei miei studi universitari e di una parte della mia vita. Insieme a Dora è il brano nel quale Woolfson ha raggiunto il massimo della sua forza vocale ed espressiva, Questo brano è un capolavoro.
Questo è il secondo brano estratto dall’album Freudiana (1990), dopo Dora , pubblicato il 5/11/2011 url: Dora 
- from Album Freudiana (1990)

M.B

Freudiana
Lead Vocal Eric Woolfson

I was alone in my room,
Feeling sorry for myself. 
Call me a prophet of doom,
I could think of nothing else. 
I found a Freudian book 
Gathering dust upon my shelf. 
I thought: “I’ll give it a look”. 
Would it hurt or would it help? 

Freudiana, do you want to be somebody? 
Freudiana, do you want to change the world? 

I met the Wolfman and the Ratman, 
Anna-O and Little Hans. 
They were walking on a tightrope,
I never thought they had a chance. 
And then a hand reached out to hold them, 
Just before they tumbled down. 
But I was standing in a quicksand
And I could not feel the ground. 

Freudiana, do you want to be somebody? 
Freudiana, do you want to change the world? 

I look back and I try to find 
The part of me that I don’t know. 
I won’t stop till I see the truth. 
There’s such a long way to go. 

I saw a picture of a stranger
But I didn’t understand.
He had a ring around his finger
And something burning in his hand.
And I wanted him to teach me
And I needed to believe.
But the shadows that he threw me
Were intended to deceive.

Freudiana, do you want to be somebody?
Freudiana, do you want to change the world?

Cover dell’album. Per gentile concessione © degli aventi diritti

Traduzione in Italiano

Freudiana

Ero solo nella mia stanza
addolorato per me stesso.
Chiamatemi profeta di rovine,
ma non riuscivo a pensare ad altro.
Trovai un libro di Freud
coperto dalla polvere sul mio scaffale.
Pensai di dargli un’occhiata.
Mi avrebbe ferito o aiutato?

Freudiana,vorresti essere qualcuno?
Freudiana,vorresti cambiare il mondo?

Incontrai l’uomo-lupo e l’uomo-ratto,
Anna O. e il piccolo Hans.
Stavano camminando su una corda tesa.
Pensavo che non avrebbero mai avuto speranza.
Ma poi si sporse una mano per sostenerli,
proprio prima che precipitassero.
Ma io ero nelle sabbie mobili
e non potevo toccare il suolo.

Freudiana,vorresti essere qualcuno? 
Freudiana,vorresti cambiare il mondo?

Mi guardo indietro e cerco di trovare 
quella parte di me che non conosco.
Non mi fermerò finchè non vedrò la verità.
C’è un così lungo cammino da percorrere.

Vidi la figura di un estraneo 
ma non riuscii a comprendere.
Aveva un anello al dito 
e qualcosa che bruciava nella mano. 
E io volevo che mi insegnasse 
e avevo bisogno di crederci.
Ma le ombre che mi proiettò 
erano rivolte ad illudere.

Freudiana,vorresti essere qualcuno? 
Freudiana,vorresti cambiare il mondo?

 

Commento di Fernando Simoni

Freudiana: Straordinario pezzo, cantato magistralmente da Eric Woolfson, che costituisce una “introduzione al mondo di Sigmund Freud” (vedi libretto). Il brano, che inizia con dei suoni di animali e uno strumento (a fiato, penso), entra nel vivo con il basso, a 41″ circa, di Laurie Cottle. La prima strofa è già altamente significativa: “Ero solo nella mia stanza / e mi sentivo dispiaciuto per me stesso. / Chiamatemi un profeta di sventure, / non potevo pensare a nient’altro. / Trovai un libro su Freud / coperto di polvere sul mio scaffale. / Pensai di dargli un’occhiata. / Mi avrebbe fatto male o fatto bene?”. Dunque, il protagonista (lo stesso Woolfson), in un momento di crisi, si avvicina al mondo di Sigmund Freud. Troverà aiuto in ciò, o il suo disagio è destinato ad aumentare?

Nel ritornello, costituito da due versi, compare la parola-chiave “Freudiana” (la spiegazione di tale parola è a pagina 2 del libretto: “1. Termine generico con cui si comprendono tutti i reperti archeologici, i libri e le opere d’arte raccolti da Sigmund Freud. Si sa che la contemplazione di tali oggetti abbia ispirato molte delle sue idee. 2. Il termine può essere ampiamente usato per includere ogni aspetto della sua vita, delle sue opere e loro derivati”): “Freudiana, vuoi essere qualcuno? / Freudiana, vuoi cambiare il mondo?”.

Nella terza strofa vengono elencati alcuni protagonisti degli studi di Freud: “l’uomo dei lupi” (nella traduzione si è commesso l’errore di tradurre “Wolfman” con “l’uomo-lupo”; in realtà, i licantropi non c’entrano niente!), “l’uomo dei ratti”, “Anna O.” e il “piccolo Hans”. Essi, afferma Woolfson, “stavano camminando su una corda tesa, / non pensavo che avrebbero avuto alcuna possibilità. / Ma poi una mano si stese per sostenerli / un attimo prima che cadessero”. La corda tesa può simbolizzare la malattia dei pazienti, ed ovviamente la mano che li sostiene è la psicanalisi, senza la quale essi cadrebbero miseramente. Il protagonista, invece, si trova in una precarissima situazione: “Ma io stavo nelle sabbie mobili / e non potevo sentire il terreno”. Probabilmente, egli non riesce a comprendere il mondo di Sigmund Freud, si sente pertanto insicuro e in grave pericolo. Il fatto che egli non senta il terreno, poi, suggerisce esplicitamente che presto sarà inghiottito completamente dalle sabbie mobili.

Dopo la ripetizione del breve ritornello, vi è una strofa splendida: “Mi guardo indietro (oppure: “Guardo il mio passato”) e cerco di trovare / la parte di me che non conosco. / Non mi fermerò finchè non vedrò la luce,  / vi è ancora un così lungo cammino da percorrere”. Questi quattro versi rappresentano il momento in cui il protagonista inizia una profonda, quanto difficile, ricerca interiore. Significativo, in questo contesto, appare il verso 24: il cammino è ancora lungo, poichè è difficile giungere alla meta.

La strofa successiva è ancora più bella: il protagonista vede l’immagine di uno straniero (oppure di un estraneo), ma non riesce a capire. Notate la finezza dei versi 25-28:perchè Eric non riesce a capire? E cosa non riesce a capire? Non capisce chi sia lo straniero? O non capisce che cosa egli faccia? Tale ambiguità è altamente poetica e probabilmente sta a significare che la ricerca della verità può anche condurre ad un vicolo cieco. Ed infatti, alla fine della strofa, leggiamo: “Ma le ombre che mi scagliò / erano rivolte ad ingannare”..

Al termine di questa strofa, segue la ripetizione del ritornello, con tantissimi accorgimenti strumentali. Eccezionale, a 5′ e 4″, la chitarra di Bairnson che accompagna la melodia e la conclude. Canzone da 10 e lode.

 


ENGLISH VERSION OF INTRODUCTION AND COMMENTS

by Haifa Adam

We arrived to the last three songs, including those sung and written by Eric Woolfson, who accompanied us in this year and a half of taxes. I am in love with this album that I purchased at a Virgin store in Milan a few months after its release. I can safely say that is the soundtrack of my university studies and a part of my life. Together with Dora is the passage in which Woolfson has reached its maximum strength and expressive voice, this song is a masterpiece.
This is the second song from the album Freudiana (1990), after Dora, posted on 5/11/2011 url:  Dora 
- from Album Freudiana (1990)

 

Comments
by Fernando Simoni
Freudiana:  An extraordinary piece, masterfully sung by Eric Woolfson, which is an “introduction to the world of Sigmund Freud” (see manual). The song, which begins with the sounds of animals and an instrument (wind, I think), comes alive with the bottom, 41 “or so, Laurie Cottle. The first stanza is already highly significant:” I was alone in my room / and I felt sorry for myself. / Call me a prophet of doom, / I could not think of anything else. / I found a book on Freud / covered with dust on my shelf. / I thought I would give it a try. / I have done wrong or done right?. “So, the main character (the same Woolfson), in a time of crisis, he approached the world of Sigmund Freud. You will find help in this, or his discomfort is likely to increase?
In the chorus, consisting of two ways, appears keyword “Freudian” (the explanation of this word is on page 2 of the booklet: “1. General term with which they include all the archaeological finds, books and works of ‘ art collected by Sigmund Freud. Everybody knows that the contemplation of these objects have inspired many of his ideas. 2. The term may be used broadly to include every aspect of his life, his works and their derivatives “):” Freudian, you be somebody? / Freudian, you want to change the world. “
In the third stanza are listed some of the protagonists of the studies of Freud: “the man of wolves” (in translation has made the mistake of translating “Wolfman” with “man-wolf”, but in reality, the werewolves there ‘ enter nothing!), “the man of the rats”, “Anna O.” and “Little Hans.” They said Woolfson, “were walking on a tightrope, / I did not think they would have had no chance. / But then a hand stretched out to support / for a moment before they fell.” The tightrope can symbolize the disease of the patients, and of course the hand that sustains them is psychoanalysis, without which they would fall miserably. The protagonist, however, is in a situation precarissima: “But I was in quicksand / and I could not feel the ground.” Probably, he fails to understand the world of Sigmund Freud, he feels insecure and therefore in grave danger. The fact that he does not feel the ground, then, explicitly suggests that it will soon be completely swallowed by quicksand.
After the repetition of brief chorus, there is a beautiful verse: “I look back (or:” I look at my past “) and try to find / the part of me I do not know. / I will not stop until I see the light, / there is still such a long way to go. ” These four lines represent the moment when the protagonist begins a deep, however difficult, soul-searching. Significant, in this context, it is verse 24: the road is still long, as it is difficult to reach the goal.
The next stanza is even more beautiful: the protagonist sees the image of a stranger (or a stranger), but can not understand. Note the delicacy of verses 25-28: Eric can not understand why? And what do not you understand? He does not understand who is the stranger? O does not understand what he does? This ambiguity is highly poetic and probably means that the search for truth can also lead to a dead end. In fact, at the end of the verse, we read: “But the shadows that threw me / were spoken to deceive” ..
At the end of this stanza, followed by the repetition of the chorus, with many instrumental arrangements. Exceptional, 5 ‘and 4’, the guitar Bairnson that accompanies the melody and ends. Lyric 10 and praise.

 


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