TEX: ANCORA YAMA – Recensione

Do il benvenuto, oggi, ad un nuovo amico che collaborerà con noi e con questo blog: Alessandro Assiri
Alessandro è una vecchia conoscenza visto che ha già collaborato con l’originario sito di Glamazonia (Glamazonia Old), del quale che proprio in queste settimane stiamo travasando (io, Leonardo e Maria Giovanna) tutti gli articoli nel nuovo blog di Glama, già attivo e raggiungibile a questo url: http://www.glamazonia.it/blog/
Godiamoci la sua breve recensione delle recentissime storie di Tex.

Buona lettura
Mario B.


TEX: ANCORA YAMA


TEX n. 673: IL SEGNO DI YAMA
TEX n. 674: I QUATTRO CAVALIERI
TEX n. 675: L’INFERMO CHE URLA

Soggetto: Mauro Boselli
Sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Fabio Civitelli
Copertina: Claudio Villa
Sergio Bonelli Editore

 
di ALESSANDRO ASSIRI
Il texiano di nuova generazione è qualcosa di ossimorico e Villa è troppo scaltro per non sapere che quell’alberello bruciacchiato a forma di y avrebbe avuto una presa nostalgica fortissima. Perché quando ritorna il figliol prodigo è sempre una gran festa tra le nuvole di via Buonarroti. Quando il piccolo Dickart riappare stavolta macchiandosi anche di matricidio, perché al male 2.0 bisogna pur dare l’orrore che si merita, i 4 cavalieri rispondono senza mai sottrarsi ben consapevoli che in fondo il male è nelle cose, molto più che nelle raffigurazioni che lo rappresentano. Non si intacca nemmeno in questa lunga avventura di tre albi la morale texiana del conflitto anche se ritengo troppo trita una formula che rispolvera a cadenza il signore delle tenebre. Gli ingredienti ci sono tutti, pizzichi di tradimenti, manciate di alleanze e abbondanti dosi di più pericolose illusioni, eppure la storia rimane sapida. Forse siamo noi che siamo così pervasi dal male che dal suo signore pretenderemmo di più, vorremmo degli aggiornamenti alla malvagità, perché siamo un po’ stanchi della sabbia del deserto che inghiotte i nostri eroi. Dai grandi villain si pretende sempre molto, spesso troppo, segretamente qualche volta vorremmo persino vederli vincere. Ma non appartiene certamente ai nostri la sconfitta, quello che mi fa dubitare di questa storia è che non vi appartiene nemmeno la battaglia che sembra svolgersi in un copione un po’ troppo ingabbiato.

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