INCONTRARE BERNARDI di Daniele Barbieri

RICORDI …

Dopo la ri-pubblicazione delle scansioni di tutti gli articoli di Luigi Bernardi, precisamente quelli pubblicati tra il 1985 ed il 1990 sulla rivista Comic Art, ho voluto chiudere questo recupero filologico chiedendo ad alcuni amici (che lo hanno conosciuto) di lasciare su queste pagine un loro ricordo.

Accogliamo, dunque, con molta gioia da questa settimana in poi gli scritti di: Daniele Barbieri, Vittorio Giardino, Onofrio Catacchio, Otto Gabos, Alessandro Pastore, Sergio Rossi ed altri amici di Bernardi.

La prossima settimana, saremo chiusi 🙂 Le normali attività del sottoscritto e di Fumettomania riprenderanno  il 21 agosto.
mario benenati


Locandina dell’evento organizzato a Bologna lo scorso 23 febbraio, dedicato a Luigi Bernardi (relatori;Daniele Barbieri e Sergio Rossi). Per gentile concessione

Incontrare Bernardi

Non so se posso dire di Luigi Bernardi qualcosa che non abbia già detto meglio di me qualcun altro. Ricordo che nei primi anni che lo conoscevo mi sentivo sempre un po’ a disagio in sua presenza. Credo che questo dipendesse da una combinazione di fattori. Da un lato non mi era del tutto chiaro che ruolo si dovesse attribuire alla sua figura: sapevo benissimo che faceva l’editore, ma di sicuro il suo modo di relazionarsi con il mondo non rientrava nell’idea che normalmente uno si fa di un editore, anche piccolo. Non sembrava essere (almeno un po’) un benestante, che potesse investire qualche soldo proprio in un’onorevole impresa; non sembrava essere un personaggio da brillanti pubbliche relazioni; non ti investiva di discorsi su progetti editoriali meravigliosi. Più che altro taceva, e un po’ mestamente sorrideva: e questo è l’altro suo lato che non capivo come andasse preso. Di sicuro non era un estroverso. Ogni tanto usciva con frecciate cattivissime, e spesso io non capivo bene chi potesse essere il bersaglio, arrivando anche a domandarmi se potesse stare alludendo a me. Credo che questo effetto fosse il combinato del detenere, da un lato, un qualche potere editoriale, dovendolo e volendolo esercitare (così bene come poi lui ha fatto in così tante occasioni); e dall’altro il non sentirsi del tutto a suo agio in questo ruolo.

Col tempo ho capito che lui era semplicemente fatto così; che non era affatto perfido come gli piaceva sembrare; e che probabilmente il più imbarazzato dei due era lui. Secondo me pativa un poco anche il fatto di essere un organizzatore in un mondo di autori.

Non so se magari potesse dipendere principalmente dal fatto che ormai lo conoscevo un po’ di più, e avevo smesso di essere intimorito, ma ho sempre avuto la sensazione che il Bernardi della sua seconda vita, quella da scrittore, dopo la chiusura di Granata Press, fosse assai più rilassato del Bernardi editore. Un po’ forse essere finalmente dal lato degli autori aveva risolto qualche suo conflitto profondo; e un po’, forse anche, il fatto di scrivere dei noir permetteva di dare sfogo a qualche sfumatura un po’ noir del suo animo profondo. Parlava persino di più, almeno nelle occasioni in cui c’ero anch’io, e quando scherzava non dava più l’impressione di stare infilzando qualcuno.

Contava anche in questo, io credo, la stima profonda di cui si sentiva, molto giustamente, circondato.

Daniele Barbieri


ritratti, professori, Isia Urbino, A.A. 2010/2011

BREVE PRESENTAZIONE DI DANIELE BARBIERI

(Estrapolata dal suo sito )
Studioso di semiotica e teoria della comunicazione, progettista multimediale, docente…

È difficile presentarsi senza ostentarsi, ma in fondo un po’ di cose le ho fatte. In un’altra pagina ho inserito un elenco dettagliato di tutte le cose che ho fatto e che ho pubblicato, e in fondo a questa pagina è possibile scaricare un breve curriculum vitae in forma ufficiale. Qui posso comunque raccontarmi più informalmente.

Ho una Laurea in Filosofia che risale ormai a tempi remoti e un Dottorato di Ricerca in Semiotica acquisito in epoche di poco più recenti.
Ho avuto passioni nel campo della filosofia del linguaggio, e qualcosa ho pubblicato anche in merito, ma il mio principale interesse è stato per molto tempo (ed evidentemente lo è ancora) la comunicazione visiva, con particolare riguardo per il fumetto, e per il graphic design. Perché mi sia occupato di fumetti lo si può capire leggendo il mio libro del 1991 I linguaggi del fumetto ma anche il libro che ho curato nel 2005 La linea inquieta. Nel 2009 ho pubblicato anche una Breve storia della letteratura a fumetti, seguita, nel 2010 da Il pensiero disegnato. Sul graphic design ho pubblicato, nel 2011, Guardare e leggere.

Ho anche scritto una tesi di dottorato su questi argomenti, dal titolo Tempo, immagine, ritmo e racconto. Per una semiotica della temporalità nel testo a fumetti. Vi si parlava di tempo, e soprattutto di ritmo. Il tema del ritmo mi ha interessato talmente che ho continuato a lavorarci sopra in altri ambiti, producendo una ricerca per la RAI, sull’analisi dei programmi televisivi dal punto di vista del ritmo, pubblicata in un libro che si chiama Questioni di ritmo. L’analisi tensiva dei testi televisivi. Continuando in seguito a lavorare su questo tema, ho scritto un altro libro, più teorico e generale, ora pubblicato nella collana Studi di Bompiani, dal titolo Nel corso del testo. Una teoria della tensione e del ritmo.

Dopo essermi laureato mi è accaduto di lavorare nel campo dell’informatica, inizialmente quasi per caso e poi con un impegno sempre maggiore. Così ho imparato a programmare in diversi linguaggi, e ho lavorato in situazioni piuttosto diverse tra loro. I miei interessi di logica e filosofia del linguaggio mi rendevano facile lavorare sui calcolatori. Tuttavia, quando ho vinto il posto al Dottorato di Ricerca, nel 1987, credevo che non avrei più lavorato su un computer se non come utente; e mi sbagliavo.

Ho insegnato anche all’Università, a Roma, a Scienze della Comunicazione, dove sono stato per due anni docente di Semiotica; e a Bologna, sia a Comunicazione che a Informatica e presso la SSLMIT di Forlì, ho inoltre tenuto corsi e seminari presso il Master in Editoria cartacea e multimediale diretto da Umberto Eco presso la SSSUB. A Urbino, all’ISIA, sono docente di Storia dell’Editoria Moderna e Contemporanea e Semiotica del Design ; e all’Università di Urbino ho insegnato la materia Laboratorio di analisi e progettazione di siti Web presso il Corso di Laurea Specialistica in Comunicazione e pubblicità per le organizzazioni.  Ho insegnato anche Storia della scrittura presso l’università SUPSI di Lugano. A tutt’oggi sono di ruolo presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove insegno Metodologia progettuale della Comunicazione Visiva, Fenomenologia dell’immagine e Storia del fumetto. All’Università di San Marino insegno Semiotica degli artefatti.
Ho lavorato per la RAI, dove, quando è nata RAISAT1, sono stato consulente per l’invenzione del palinsesto.
Sono responsabile del Fondo “Enrico Gregotti”, nuovamente presso la SSSUB.
Siccome tutto questo non mi basta, scrivo poesie. Ho pubblicato una raccolta presso l’editore Campanotto, e prima o poi ne uscirà anche un’altra.

Vista così, riassunta in poche righe, la mia vita sembra abbastanza semplice. Al solito, è solo questione di prospettiva: vista da dentro, fa tutto un altro effetto.

Per leggere gli scritti di Daniele Barbieri:

 


NOTE A MARGINE:

primo articolo introduttivo del progetto LUIGI BERNARDI: CIRCUS…NUVOLE…PAROLA DI GAIJIN…TRENT’ANNI DOPO
di Luca Boschi :
http://fumettomaniafactory.net/2016/10/15/1989-lugi-bernardi-comic-art-milo-manara-hugo-pratt-luca-boschi/
secondo articolo introduttivo
di Marco Bernardi:
http://fumettomaniafactory.net/2016/10/22/luigi-bernardi-un-grande-appassionato-fumetto/
Ultimo articolo del progetto:
http://fumettomaniafactory.net/2017/08/02/termina-la-ri-proposta-degli-articoli-scritti-luigi-bernardi-1985-1990/

 

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