“IO NON SO STARE IN MEZZO ALLA GENTE”, Roberto Baldazzini ricorda Luigi Bernardi

RICORDI …

Ci avviciniamo alla fine di questo lungo progetto, iniziato nell’ottobre dell’anno scorso.
Alcuni amici illustri di Luigi Bernardi hanno condiviso qui un proprio ricordo. In ordine di apparizione, sono stati pubblicati finora: il professor Daniele Barbieri (9 agosto), Vittorio Giardino (31 agosto), autore conosciuto il tutto il mondo,  lo spettacolare Onofrio Catacchio (7 settembre), Otto Gabos (21 settembre), altro grande autore; ed oggi accogliamo un’altro autore che legato a Luigi, il virtuosissimo Roberto Baldazzini, artista di fama internazionale, al pari di tutti gli altri.

L’intervista che ripresento, e che fu publicata originariamente sul n. 65 della rivista Blue ( – Settembre 1996), l’ho riletta qualche minuto fa e mi ha stupito perché, al di lò delle risposte dirette di Bernardi, contiene deiconcetti che sono rimasti validi anche a distanza di oltre vent’anni.

In merito agli articoli da lui scritti e pubblicati sulla rivista comic art (1985-1990) ecco un passaggio interessante.
Domanda di R. Baldazzini: E verò, sembrava che aggredissi l’editoria a fumetti italiana.
Risposta: probabilmente si, non ne ho mai avuto troppa stima, perché pensavo che non stesse andando in nessuna direzione, ….>> ed ancora << C’era comunque una dimensione del fumetto, che mi pareva bisognasse pungolare, accorgendomi purtroppo che era tempo perso. Ormail il fumetto si stava sviluppando lungo dei percorsi che non erano più recuperabili.>>

Ringrazio anche Roberto per averci onorato della sua presenza e per aver condiviso con me, e con i lettori di questo sito-blog, questo suo doppio ricordo, cioé l’intervista a Luigi e l’introduzione alla stessa.
mario benenati


INTERVISTA A LUIGI BERNARDI (1996)

 

“Io non so stare in mezzo alla gente” e avevo l’impressione che anche Luigi, quando si trovava in pubblico, fosse imbarazzato, sfuggente, pronto a nascondersi , ci stava stretto nel suo corpo, forse a disagio. Non per niente lo sentivo vicino nel suo modo schivo di affiancarsi all’umanità.
Quando ci siamo conosciuti, credo nel 1980, a una Lucca, ho un vago ricordo che parlassimo a monosillabi, forse a gesti, a sorrisi e a mezze parole. Appena conosciuto, aveva espresso apprezzamenti sul mio lavoro ancora acerbo, io ho sentito subito il bisogno di averlo vicino, di sentirlo vicino, come fosse un padre. Avevo bisogno di un sostegno, di qualcuno che credesse in me e lui si dimostrò la persona e l’editore che incarnavano il fantasma di un “padre” che mi dava conferme e certezze, che mi faceva sentire meno solo, che mi aiutava a spuntarla!
Ho sorvolato quegli anni, dove Luigi ricopriva la figura dell’editore, come Superman con il suo mantello, è stato facile lavorare gomito a gomito, tirare fuori tutto il meglio, convinto che le poche parole che esprimeva, traboccanti, potessero illuminarmi, così è stato anche quando l’editore di riferimento non era più lui.
Per il presente, come per il passato, riecheggia tutto, i nostri incontri, la severità con la quale è giusto affrontare l’impegno, il bicchiere di troppo, le tante sigarette, l’ossessione per la carta stampata, i libri, gli oggetti, le atmosfere casalinghe, il divano, i gatti con gli stivali, io e Franco a casa sua, in famiglia con Ilde, Chernobyl, io e Lorena al mare con Marco, è stato un URAGANO di emozioni, fredde e calde, a secondo della stagione!

Non eravamo coetanei, ma poco ci mancava, ma io mi sono sempre sentito un ragazzino e vedevo Luigi molto più vecchio di me, con le idee chiare perché sapeva dove andare. Lo sentivo libero di arrivare ovunque, selvaggio e conquistatore, nei territori dell’analisi del suo tempo e della vita, questa è la lezione che mi ha lasciato e un sorriso per crescere.

 


Biografia di Baldazzini R. (molto in breve)

“A quattordici anni ho iniziato a disegnare fumetti seriamente: è stato il momento nel quale ho pensato che il fumetto potesse essere la chiave di interpretazione della realtà, lo spazio fisico e ideale per la mia immaginazione. Erano gli anni ’70, non c’erano né scuole, né la possibilità di incontrare i maestri del fumetto, né Internet. Una grande passione, un grande desiderio di apprendere tecniche anche a livello pittorico. Ho sperimentato di tutto fino a quando è nato uno stile personale che ha cominciato a darmi delle soddisfazioni.” (http://www.baldazzini.it/biografia/)

Nel sito www.flashfumetto.it (che si ringazia) troviamo una suabiografia un po’ più estesa (aggiornata al 2005)

Roberto Baldazzini nasce a Vignola in provincia di Modena il 18 agosto 1958.
A 14 anni l’aspirazione di diventare disegnatore di fumetti diventa forte. Fino al diploma di perito commerciale cerca in tutti i modi di contattare case editrici e disegna ininterrottamente alla ricerca di uno stile personale che lo soddisfi, intanto dipinge e fotografa. 1977-78, un anno al D.A.M.S. di Bologna (Disciplina delle Arti, Musica e Spettacolo). Subito dopo supera l’esame di ammissione all’Accademia di Belle Arti di Bologna, che frequenta per 5 anni, poi l’abbandono perché finalmente la sua aspirazione diventa realtà.
Nel 1982 pubblica la prima storia a fumetti, a colori, come professionista, sulla rivista “Orient Express” di Luigi Bernardi, con il personaggio di Alan Hassad, investigatore privato, la sceneggiatura è di Daniele Brolli. Sulle pagine di “Orient Express” nasce anche Martin Trevor e il suo primo personaggio femminile, primo di una lunga serie, Stella Noris, con la sceneggiatura di Lorena Canossa. La storia Una sirena nella notte viene realizzata sfruttando i fotogrammi del film hollywoodiano Traversata pericolosa, interpretato dall’attrice Jeanne Crain. Dopo la chiusura della rivista Stella Noris continuerà le sue nuove drammatiche avventure su “Comic Art”, fino al 1992. Contemporaneamente inizia una relativa, ma proficua, collaborazione per la pubblicità: Erg, Ferrovie dello Stato, Salvarani, Axe; il graphic-design con lo studio di Ettore Sottsass per Alessi, Philips e Matsushita; l’illustrazione editoriale per “Vanity”, “Per Lui”, “Lei”, “Marieclaire”.
Anche se il fumetto rimane l’obbiettivo principale della sua creatività, all’inizio degli anni novanta approfondisce il tema dell’eros realizzando libri dove l’immagine della donna è protagonista quali Streghe & Santarelline, Fixtown Hard Female Bondage Club, My Sweet Bettie. L’uso della fotografia come ispirazione e la modella come interprete di personaggi femminili diventa una costante. Il desiderio di analizzare le realtà che lo circonda diventa un bisogno impellente.
Nel 1995 inizia la collaborazione con la rivista “Blue”, dove trova il modo di creare nuovi personaggi, decisamente tutti da leggere in chiave erotica, Ginger&Rogers, Angela per Casa Howhard, Chiara Rosenberg con i testi di Celestino Pes, Aura, l’ultimo, sul quale sta ancora lavorando.
Nel 1997 di nuovo alle prese con una importante campagna pubblicitaria per la Tim, che proseguirà per un paio d’anni. Nello stesso anno per la Kappa Edizioni esce il volumetto Sweet Susy, un altro personaggio femminile creato insieme a Elena La Spisa. In quel periodo la collaborazione con il fotografo Denni Lugli da un’ulteriore spinta alla sua ricerca personale tra foto e disegno, trovando un punto di arrivo nella realizzazione di due cofanetti, Antonella e Cinzia.
2000, a novembre, all’Expo Cartoon, in occasione di una sua personale, viene pubblicato il catalogo Percorsi, curato ed edito da Stefano Bartolomei per le Edizioni Il Penny, che ripercorre e analizza le tappe della sua carriera di autore di fumetti e non solo.
Con l’incontro di Franco Saudelli e la relativa frequentazione, nasce un nuovo progetto editoriale, fonti di ispirazione le riviste Bizarre di John Willie e Exotique. Bizarreries edito dalla Glittering Images di Firenze, diventa un volume rivista, arrivato già al secondo numero, dove i due autori si sbizzarriscono a incrociare il fetish con il bondage, la fotografia con il disegno.
Presso la Mondo Bizzarro Gallery di Bologna, il 2 dicembre 2000, si inaugura la sua prima personale di pittura. Baldazzini ha sempre dipinto, come ha sempre disegnato, ma fino a quel momento non ha mai avuto un progetto che lo convincesse per realizzare una mostra di sole tele. “Le Fate di Baldazzini”, il titolo della mostra, diventa una visione nuova della donna, che raccoglie in se qualcosa di magico e spirituale, un lato questo che l’autore non aveva ancora svelato.
Nel 2002 festeggia i suoi primi 20 anni di attività con una mostra dedicata a Ines “la ragazza pneumatica” nell’edizione annuale di Lucca Comics. Nell’anno successivo il piacere di scoprire volti nuovi e caratteri bizzarri fanno nascere un nuovo personaggio: Beba. Nel 2004 esce di questo personaggio a fumetti il primo libro in Francia Les 110 pipes e contemporaneamente viene pubblicata un’altra storia Red Domina sul sito internet Lustomic.com.
2005, a settembre di nuovo una personale alla Mondo Bizzarro Gallery, “Le pin-ups del 21° secolo”, a Roma. Qualche apparizione televisiva per parlare di sensualità e il regista Alberto d’Onofrio che gli confeziona un documentario sulla sua esperienza artistica dal titolo: “Disegnare l’erotismo”. A novembre si inaugura a Vignola una personale alla galleria Cantelli dedicata al suo lavoro di disegnatore di fumetti.
Vive e lavora a Vignola.

Sotto il link da cui scaricare tutto il suo curriculum aggiornato al 2016

http://www.baldazzini.it/uploads/curriculum/curriculum.pdf

 

 

Web Hosting

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi