SPECIALE “LE DONNE NEL FUMETTO” – 12a puntata: MISS AMERICA

DODICESIMA PUNTATA

Questo speciale è la trasposizione sul blog del n. 21 del magazine Fumettomania, che nella prima parte avevo organizzato una serie di articoli di ‘taglio’ storico (vedasi l’immagine del sommario). Dopo il PRECEDENTE articolo, e quello del 30 marzo (dedicato ai primi personaggi femminili dei fumetti), anche quello pubblicato oggi ha (dunque) un taglio storico.
Pietro Zerella,
storico fondatore su FB del gruppo  “i fumetti sono una cosa seria” ed oggi coordinatore di un’altro gruppo social ” Gli Eremiti Del Pianeta Fumetto : Evoluzione “, ci offre un approfondimento su un’eroina della Golden Age: Miss America.

Nota Bene: Quest’articolo, in attesa della sua pubblicazione qui, è stato pubblicato lo scorso 25 dicembre 2016 sul sito: Giornale Pop (http://www.giornalepop.it/una-supereroina-marvel-chiamata-miss-america/)
Buona lettura
Mario Benenati​,
direttore culturale del web magazine Fumettomania


MISS AMERICA:

UNA VITA IN CHIAROSCURO

di Pietro Zerella

La prima reginetta di bellezza fu una esile ragazza di Washington, Margaret Gorman che diventò la prima Miss America della storia nel 1921 ma, ovviamente, non è di lei che parleremo. La Miss di cui vorremmo parlarvi non sfilò mai in costume da bagno né alimentò le cronache rosa del suo tempo ma si dedicò ad un mestiere molto più pericoloso e non sempre gratificante, quello della Super Eroina. C’è da dire subito che, fortunatamente, le affinità tra questo personaggio e le scialbe concorrenti del concorso di bellezza erano solo nel nome. L’anno è il 1943 e i ragazzi americani sono quasi tutti impegnati nella Seconda Guerra Mondiale. Persino celebri sceneggiatori e brillanti disegnatori sono schierati al Fronte, magari non in prima linea ma comunque cooptati dalla Patria. Eppure, l’America continua a vivere una quotidiana normalità all’interno del proprio territorio che le altre Nazioni in conflitto possono solo sognare. Il mercato e il profitto continuano comunque ad essere al centro dello “stile di vita statunitense”, con le proprie regole e le proprie dinamiche. Dato che i maschi erano al Fronte occorreva diversificare l’offerta e renderla gradita anche al pubblico femminile. Questa idea, quasi contemporaneamente, scaturì nella mente degli editor delle principali case editrici. Vennero introdotte sul mercato dei comics diverse eroine in costume. La Fox Comics rilanciò la Phantom Lady di Quality Comics, mentre la DC che aveva già al suo arco la bellissima Wonder Woman diede alle stampe Black Canary. Il tentativo più corposo fu quello della Timely (antesignana dell’attuale Marvel) che affiancò al fumetto umoristico Millie the Model; personaggi come Blonde Phantom, Golden Girl, Namora, Sun Girl, Venus e, appunto, Miss America.

LA” GOLDEN AGE” DI MISS AMERICA

Siamo nel novembre del 1943 e sulle pagine di “Marvel Mystery Comics N° 49” , lo sceneggiatore Otto Binder (26 agosto 1911-13 ottobre 1974) e il misterioso disegnatore Al Gabriele (del quale si ignorano sia il nome completo che i dati biografici) ci presentano quella che, nelle loro intenzioni, dovrebbe divenire la controparte femminile di Capitan America ed una autentica nemesi per tutti i criminali di questo mondo. La storia è, come tutte quelle dell’epoca, molto semplice. Una ragazza di Washington, Madeline Joyce, nipote del miliardario James Bennet , (generoso finanziatore degli esperimenti del professor Lawson) viene colpita da un fulmine mentre armeggia con dei macchinari sperimentali. Vedendo la giovane donna apparentemente morta lo scienziato viene travolto dal panico, distrugge il dispositivo e poi si uccide. Tuttavia, l’avventata ereditiera non solo sopravvive alla scarica ma ottiene anche tutta una serie di poteri. Presto si rende conto che può levitare e raggiungere incredibili altezze. La durata di questa facoltà non è illimitata e non può superare le due ore al termine delle quali deve arrendersi alla stanchezza mentale prodotta dallo sforzo. Il suo insolito metabolismo, però, le permette di rallentare l’accumulo delle tossine conferendole una resistenza organica molto superiore alla norma. Come se non bastasse, l’incidente la ha dotata di una forza eccezionale (che sparirà progressivamente nelle storie successive) e una sorta di “X-Ray Vision” attraverso gli oggetti solidi (Anche questa facoltà sarebbe stata accantonata dagli autori con un espediente narrativo che la costrinse, caso più unico che raro per una super eroina, ad inforcare degli occhiali da vista!!). Miss America era pronta a spiccare il volo nell’empireo delle super donne di successo.

Dopo un paio di apparizioni su Marvel Mystery Comics, nel 1944 venne creata una testata dal titolo Miss America Comics. Da quel momento, però, le cose cambiarono in negativo. Probabilmente Miss Joyce pagò la scarsa familiarità delle ragazze con il genere super eroico. Il pubblico femminile chiedeva serie più realistiche con coetanee “normali” che vivessero le loro stesse vicissitudini. Inutile dire che fu immediatamente accontentato. Già dal secondo numero il comic book cambiò formato e titolo diventando Miss America Magazine, una rivista dove i fumetti dei supereroi erano relegati in un ruolo secondario, mentre la parte del leone era affidata a trame romantiche con protagonisti adolescenti (come la rossa ed intraprendente Patsy Walker, creata dalla cartoonist Ruth Atkinson, destinata a diventare una vera star umoristica e i suoi amici Buzz Baxter e Hedy Wolfe) oltre che ad articoli di cucina, moda e argomenti vari. A Madeline rimase un ruolo puramente riempitivo e, anche se la rivista Miss America Magazine ebbe una lunga durata (Fino al 1958) , man mano fu sempre meno presente fino a scomparire del tutto. L’ultima mesta apparizione durante la Golden Age avvenne in Marvel Mystery Comics n. 85 (febbraio 1948). Poi, sulla Joyce scese l’oblio. Per sua fortuna, però, alla Marvel era approdato un occhialuto sceneggiatore di nome Roy Thomas che da sempre era “innamorato” dei personaggi e delle tematiche di quell’epoca dorata.

LA “BRONZE AGE” DI MISS AMERICA

Su Marvel Premiere N° 29 dell’Aprile 1976, Roy, ci presenta una squadra di supereroi , la Legione della Libertà (The Liberty Legion) destinata a difendere la patria da sabotatori, spie e quinte colonne mentre gli altri eroi sono impegnati a combattere contro i nazisti. La formazione comprende eroi minori ripescati dal vastissimo serbatoio della Timely come Blue Diamond, Jack Frost, The Patriot, Red Raven, Thin Man , The Whizzer e….Miss America. La storia d’esordio si svolge poco dopo l’entrata in Guerra degli Stati Uniti. La squadra di campioni alleati nota con il nome di The Invaders (Gli Invasori) è stata catturata dal Teschio Rosso che ha sottoposto gli eroi ad un autentico lavaggio del cervello, ricalibrando le loro personalità e spingendoli ad attaccare un impianto di difesa nazionale. Bucky Barnes, uno dei più giovani membri del team è sfuggito alla cattura e, con l’ausilio di una stazione radio di New York trasmette 24 ore su 24 un messaggio con il quale cerca di reclutare nuovi super umani per contrastare la potenza dei suoi ex compagni di gruppo. Il messaggio raggiunge tra gli altri anche Whizzer (La Trottola) e Miss America che compiono insieme il viaggio verso New York scoprendosi attratti l’uno dall’altra. Lo sforzo di Bucky viene premiato e ancora una volta la minaccia del “Teschio” viene debellata. Da quel momento in poi, la Liberty Legion farà la sua parte ma, grazie a Dio, persino la Guerra più cruenta di tutti i tempi stava volgendo al termine. Quando, finalmente, i mastini della guerra ritornarono nelle loro cucce la Trottola e Miss America divennero membri della effimera All-Winners Squad, che si sciolse dopo pochi anni. Dopo aver ripreso le loro identità civili di Robert Frank e Madeline Joyce i due si sposarono e iniziarono a lavorare a New York City come agenti di sicurezza per un progetto nucleare segreto alle dirette dipendenze del governo degli Stati Uniti. Purtroppo, però Isbisa , un vecchio nemico della All-Winners Squad, sabotò l’impianto causando un incidente nucleare che espose i coniugi Frank ad una enorme quantità di radiazioni. Madeline era incinta al momento del fatto e ciò stava per determinare pesantissime conseguenze, Alcuni mesi dopo diede alla luce il suo primo figlio, Robert Frank Junior. Presto fu chiaro che il bambino emetteva livelli pericolosi di radiazioni, il governo degli Stati Uniti lo prese in custodia col nome in codice Nuklo isolandolo in animazione sospesa in un crono-modulo sperimentale. Dopo aver lasciato il centro di ricerca con un generoso vitalizio, i Frank decisero di viaggiare per il mondo. Madeline Frank rimase incinta di nuovo, e quando la gravidanza giunse a termine, la coppia si trovava nella minuscola Transia. La sorte sembrava più propizia perché avevano trovato rifugio ed assistenza nella avveniristica cittadella scientifica in cima al monte Wundagore dell’Alto Evoluzionario, un genetista che aveva sperimentato su sé stesso le sue teorie sull’evoluzione umana fino a diventare una sorta di divinità. Con il prezioso aiuto della più inconsueta delle ostetriche, la mucca evoluta chiamata Bova Ayrshire, Madeline partorì il suo secondo figlio. Il dramma esplose immediatamente, la carica radioattiva risultava così elevata che il neonato era nato morto! Qualche ora più tardi anche la madre andò incontro alla stessa sorte per avvelenamento acuto da radiazioni. La levatrice Bova, per consolare Robert Frank, offrirà a quest’ultimo due gemelli da adottare (i futuri Quicksilver e Scarlet) ma questi, sconvolto dalla perdita della moglie, si allontanerà a tutta velocità da Wundagore. La storia di Quicksilver e Scarlet è solo agli inizi, quella di Miss America si conclude per sempre. E’ una morte drammatica ma serena, quasi come se la vecchia eroina fosse stanca. Era una pedina sacrificabile, una quasi sconosciuta per la quale nessuno avrebbe versato una lacrima. Ha solo fornito l’ultimo spunto narrativo alla sua piccola Timely che, nel frattempo, è diventata la mastodontica Marvel, Una vita in un cono d’ombra, senza clamori e senza riflettori per una Miss che non ò mai diventata una Star. Proprio come avvenne per Margaret Gorman tanti anni prima.

 

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INTRODUZIONE

INTRODUZIONE ALLO SPECIALE FUMETTOMANIA N.21: “LE DONNE NEL FUMETTO”

COPERTINA E SOMMARIO

8 MARZO: INIZIA LO SPECIALE “LE DONNE NEL FUMETTO” …

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