SUFFRAGETTE by MARY&BRYAN TALBOT – SPECIALE “LE DONNE NEL FUMETTO”

– VENTICINQUESIMA PUNTATA –

Oggi, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, siamo a metà dello Speciale ed anche se con qualche ritardo continuo a proporre dei grandi artisti nazionali ed internazionali che ci raccontano la creazione di alcune loro pagine a fumetti, dallo script alla pagina finale da stampare “.
Gli artisti di oggi sono (per la seconda volta): Mary&Bryan Talbot, insieme a
Kate Charlesworth, con un fumetto straordinario che mi piacerebbe  molto leggere in edizione italiana: Sally Heatcote Suffragette. Il loro workshop sarà preceduto da una recensione, altrettanto bella, di Cesare Giombetti, collaboratore prezioso e socio sostenitore dell’ass. culturale Fumettomania.

Ricordo a chi legge questo articolo che questo Speciale dedicato a “LE DONNE NEL FUMETTO“, è  cominciato esattamente un anno fa sulle ceneri di quello che avrebbe dovuto essere il n.ro 21/22 del web magazine Fumettomania.

Buona lettura
Mario Benenati​, direttore culturale del web magazine Fumettomania


LA RECENSIONE

Sally Heathcote, storia di una suffragetta.

di Cesare Giombetti

A parte il caso della Nuova Zelanda, primo stato indipendente a concedere il suffragio alle donne, e di qualche territorio limitato come il Wyoming o le isole Pitcairn o l’isola di Man, che concessero tutti il voto femminile nel XIX secolo, e a parte la Corsica che lo concesse addirittura nel XVIII (assieme a una breve parentesi svedese, ma solo per alcune donne), per molti altri stati è stata una questione che ha interessato il XX secolo e per qualche nazione addirittura il XXI.

Esordisco con questo dato proprio per sottolineare l’attualità e l’importanza di questi fatti.
Nello specifico ricordo qualche esempio: nel Regno Unito, oggetto del racconto, la conquista fu del 1918, esattamente un secolo fa, in Italia del 1946, in Svizzera del 1971, in Sud Africa 1930 per le donne bianche e 1994 per le nere, in Portogallo del 1976, in Bahrein del 2002, in Arabia Saudita del 2015.

Sono dei dati anche questi che aiutano a capire quanto sarebbe urgente parlare del tema femminile. Quel che accade è invece l’opposto. Pare che il tema sia fuori moda, superato, ormai risolto, dimenticato. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma pochi vogliono vederli: disparità di salari, disparità di presenze nei luoghi di comando, violenze, regressioni rispetto alle conquiste delle femministe e dunque mancata prosecuzione del percorso, donne relegate ai soli ruoli di mamme e mogli.

Questa sorta di processo di rimozione del problema pare avvenga un po’ ovunque e sia figlio della nostra epoca.

In questo humus al contrario, in questo mancato fermento, in questo preciso momento storico e in questa fase dialettica della coscienza di genere, nasce il libro a fumetti scritto da Mary Talbot, disegnato in maniera molto appropriata da Kate Charlesworth e inchiostrato da Bryan Talbot, e intitolato Sally Heathcote, Suffragette.

L’obiettivo è infatti politico, in un’epoca in cui l’arte difficilmente si schiera. Mary Talbot non nasconde il suo impegno politico anche nella vita e anzi diffonde le sue idee tramite i suoi canali.

L’autrice inglese è anzitutto un’accademica che ha scritto saggi anch’essi impegnati, come quello su Linguaggio e genere ( https://www.mary-talbot.co.uk/academic-books-2/language-and-gender/ ). E’ passata poi a una seconda carriera come autrice di fumetti, in collaborazione spesso, ma non sempre, col marito Bryan Talbot, che non ha bisogno di presentazioni per gli appassionati del fumetto. Questa carriera ha avuto un taglio spesso direttamente politico, come nell’ultimo The Red Virginhttps://www.mary-talbot.co.uk/graphic-novels/the-red-virgin-and-the-vision-of-utopia/ ), di cui parleremo prossimamente, a volte meno diretto, ma decisamente focalizzato sulla condizione femminile, come nel caso dell’opera prima, Dotter of her father’s eyeshttps://www.mary-talbot.co.uk/graphic-novels/dotter-of-her-fathers-eyes/ ).

Si tratta purtroppo di opere non tradotte in italiano e dunque per ora è necesario conoscere l’inglese per poterle apprezzare. Proprio Sally Heathcote in realtà ha avuto una particolare fortuna, probabilmentea causa del tema, ed è stato tradotto sia in spagnolo che in tedesco ed è in corso di pubblicazione anche in svedese. Per l’italiano bisogna aspettare e ci sentiamo di poter azzardare che una concausa della mancata pubblicazione sia proprio lo scarso interesse verso il tema, perché le resistenze di cui si parlava piu’ sopra, presenti oggi ovunque, sono ancora piu’ presenti in Italia.

Nell’opera in esame, cento anni dopo le lotte delle suffragette per l’ottenimento del voto, si narra la storia di una delle tante suffragette, non della più famosa, volutamente. In questo senso c’è un parallelo (per paralleli e divergenze, potete consultare questa pagina – in inglese – del sito della Talbot https://www.mary-talbot.co.uk/suffragette-film-review/ ) col film Suffragette del 2015, che narra di una attivista fra le tante destinate a rimanere anonime, se non fosse per la narrativa o per il cinema. Non è importante che sia reale o inventata. L’importante è che simboleggi le tante suffragette dimenticate dalla storia. Proprio di questi giorni è la notizia della volontà, a Preston, citta’ nella quale studiò Bryan Talbot e uno dei fulcri della Rivoluzione Industriale, di erigere una statua in onore di Edith Rigby, suffragetta di quella città. L’operazione sarebbe finanziata da un imprenditore che ha dichiarato alla radio locale di volerlo fare perché ha due figlie che non devono dimenticare. Immaginiamo per un attimo lo stesso scenario in Italia e sappiamo che la probabilità di un simile accadimento sarebbe decisamente bassa, per voler usare un eufemismo.

Il tema della memoria è infatti centrale nell’opera della Talbot. Lo scopo dell’opera è proprio quello di ricordare i fatti, che non citiamo qui, ma, allo stesso tempo, l’obiettivo è quello di sottolineare la perdita della memoria, come spesso accade per la storia, soprattutto se le istituzioni scolastiche e gli altri enti preposti non fanno più il loro dovere, ovvero quello di tramandarla, possibilmente ragionandoci su. La memoria è persa anche quando si vive in epoche (e questo è ciclico) che non vogliono ricordare, ma vivere una sorta di decadenza, dove tutte le vacche sono nere. Questo alimenta la rimozione ed è già avvenuto. Il finale dell’opera, che non anticipiamo, offre proprio un chiaro spaccato di cio’ che accade spesso nel giro di poche generazioni.

Proprio alla pagina succitata, la Talbot dichiara infatti che, “with the singular exception of […] Shoulder to shoulder, the suffragettes have scarcely been given worthy tratment on film, ever“. Sappiamo quanto la narrazione televisiva o cinematografica sia importante affinchè’ un tema diventi popolare e sia noto. Questi medium e gli altri hanno quindi il potere di tramandare e far ragionare. Oppure di rimuovere e seppellire un tema. Nel caso specifico, fino a poco fa si trattava di un tema sufficientemente ignorato. Il film e la costanza e lungimiranza della Talbot e altri esempi che magari seguiranno potranno, nel tempo, invertire la tendenza e fare in modo che la coscienza sui temi del genere e del diritto di voto come conquista fondamentale sia nuovamente viva.

Web Hosting


Sul blog della scrittrice ( https://www.mary-talbot.co.uk/graphic-novels/sally-heathcote-suffragette/ ) è possibile leggere tutte le informazioni sulla graphic novel, compresa una ricchissima rassegna stampa; mentre digitando QUI, potrete leggere una recensione dell’autrice dell’altrettanto bel film “Suffragette” del 2015.

Iniziamo il workshop con 4 tavole del graphic novel “SUFFRAGETTE” durante la loro fase di lavorazione:

 

WORKSHOP by MaryTalbot, Kate Charlesworth and Bryan TALBOT

PAG. 26

SCRIPT – LAYOUT – FINAL COLOR PAGE

PAGE 26
1. Page-wide panel. The Houses of Parliament and Westminster Bridge.
2. A double-width panel that’s two panels tall. It’s a long shot of women approaching the entrance.
CAPTION: October 23, 1906. St Stephen’s Entrance, Palace of Westminster
Two smaller panels on the right:
3. A group of women, including Annie, Adela and Em, are going through the doors of St Stephens’s Entrance.
4. The group of women is in the lobby. Em is on the plinth of a statue (it’s the Northcote Statue but may not be visible in the panel). She is shouting and gesticulating.
EM: The women of England want the vote!

 

PAG. 36

SCRIPT – LAYOUT – FINAL COLOR PAGE

PAGE 36
1. Large page-wide panel, two panels deep. An aerial view of a massive crowd.
CAPTION: July 26, 1908. Woodhouse Moor, Leeds.
TEXTBOX: We thought we were brave going to a big local suffrage rally that summer. It was a throng that day. A hundred thousand strong, it was, and thankfully peaceful too.
2. Sally and Kitty admire a NUWSS Banner. An NUWSS caravan is close by. Sally has a badge on her blouse.
KITTY: I like their colours better. Red, white and green. That’s lovely, that is.
3. Kitty points to a Huddersfield NUWSS Banner. Sally is laughing.
KITTY: Look, Huddersfield! But it shouldn’t be black and yellow, should it?
SALLY: The colours! Is that all tha thinks about, Kit?
4. KITTY: Well, they’re lovely!
SALLY: Aye, they are that.
Let’s go and listen, shall we?
5. Small round insert. Sally turns her head in surprise.
SALLY: Oh-

 

PAG. 73

SCRIPT – LAYOUT – FINAL COLOR PAGE

PAGE 73
1. Large, page-wide panel, 2 panels deep. Sally, Arthur and some street urchins are perched on the war memorial, shouting enthusiastically.
ARTHUR: We want your People’s Budget, Taffy!
SALLY: Now let’s have suffrage for all!
BOY: Whey-aye, Taffy!
2. A car approaches (it’s the same as the one at the station the day before)
POLICEMAN: Stand back! Stand back!
3. Con steps out in front of the car, shouting.
CON: You say you back the women’s cause!
4. Still shouting, Con steps aside as the car nears.
CON: How can you stay on in a Government which refuses them the vote?

PAG. 95

SCRIPT – LAYOUT – FINAL COLOR PAGE

PAGE 95
Same grid.
1. Forcible feeding again
2. Close up of graffiti:
Y.H.B.
3. She lies in the dark again.
SALLY (SMALL): ‘Young Hot Bloods’
4. She hears someone singing.
VOICE: Rise up women, for the fight is hard and long…
5. Sally joins in the singing.
SALLY: Rise in thousands, singing loud a battle song…
6. Daytime. She sits on her chair.
7. She collapses
8. on to the floor.

NOTE BIOGRAFICHE

Per leggere tutta la biografia di Bryan Talbot cliccare QUI

Per sapere tutto su MARY TALBOT cliccare QUI

e per conoscere la biografia di Kate Charlesworth cliccare QUI

 

SOME IMPORTANT LINKS:

http://www.mary-talbot.co.uk (author’s website)

http://www.bryan-talbot.com/ (The Official Bryan Talbot fan page)

Recent Articles of this blog, where he wrote to Mary M. Talbot e Bryan T.

***
***
***

 


SPECIALE LE DONNE NEL FUMETTO: SOMMARIO WEB

INTRODUZIONE

INTRODUZIONE ALLO SPECIALE FUMETTOMANIA N.21: “LE DONNE NEL FUMETTO”

COPERTINA E SOMMARIO

8 MARZO: INIZIA LO SPECIALE “LE DONNE NEL FUMETTO” …

SEZIONE WORKSHOP

quinta PUNTATA – http://fumettomaniafactory.net/2017/04/14/red-bella-donne-auto-e-killer/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi