10 BUONE RAGIONI PER (NON) FARE L’ARTISTA di Julie Maggi

SPECIALE
“LE DONNE NEL FUMETTO”

– TRENTUNESIMA PUNTATA –

In questa terza parte dello Speciale “Donne nel fumetto”, sezione attualità, dopo alcuni bei articoli ( su Julia e le donne bonelliane, di Fabrizio Scibilia e quello su Eva Kant, del compianto Carlo Scaringi), dopo le interviste a Julie Maggi e a Christian Urgese, oggi do nuovamente spazio a Julie per un articolo molto interessante tra il serio ed il faceto sulla professione dell’Artista.
Questo articolo è il n. 700 di questo sito-blog attivo da 2002
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Buona lettura
Mario Benenati​, direttore culturale del web magazine Fumettomania



di Julie Maggi

Se anche voi a volte vi sentite giù e vi chiedete se invece che fare l’artista non sarebbe stato meglio prendersi un diploma in ragioneria e trovare lavoro subito invece che passare gli anni migliori della vostra vita ad arrovellarvi il cervello nel tentativo di creare opere belle ma inutili per il vostro sostentamento, questo libro fa per voi.

Ecco le 10 ragioni per le quali sarebbe in effetti meglio diventare idraulici o dentisti, invece che artisti.

  • I vostri genitori ve lo sconsigliano.
  • I vostri professori dicono che non siete portati.
  • Altri artisti dicono che non ne vale la pena.
  • Voi stessi sapete benissimo che artista=morto di fame nel 90% dei casi.
  • Il mondo intero vi giudicherà (male) per le vostre creazioni.
  • Ci sarà sempre qualcuno migliore di voi.
  • L’Arte non vi assicurerà l’immortalità.
  • Nessuno comprerà le vostre opere: nemmeno i vostri migliori amici.
  • Guardando quello che avrete creato non sarete mai contenti.
  • Il successo non arriverà mai (come ve lo aspettate).

In realtà, queste sono le migliori ragioni possibili per scegliere di diventare un artista. Vi faccio un esempio.

Voi stessi sapete benissimo che artista=morto di fame nel 90% dei casi.

La verità è che leggere le vite degli artisti morti di fame è sempre di tendenza ed è sicuramente molto interessante. Anche se mette ansia.

Con il Romanticismo nasce l’idea dell’Artista genio e ribelle, bravo ma sfortunato, talentuoso e sfigato come non mai. Non che non ce ne fossero stati prima, solo che adesso è trendy. Se non si è sofferto non si può essere artisti.

Ora, tralasciando il fatto che molte delle mie opere sono state create in un clima di adolescenziale pessimismo, adesso, che mi avvicino ai 35 ( lo so, non li dimostro: questo è il lato positivo del passare le giornate al buio della propria scrivania. Ci si preserva meglio.) mi rendo conto che ci siano diversi modi di essere artisti. E non parlo del binomio Artista ribelle e squattrinato/ Artista venduto alle multinazionali. Intendo dire che al giorno d’oggi ci sono mille modi per declinare le nostre opere in modo che diventino qualcosa di remunerativo. Certo, come in tutti i mestieri anche in questo ci vuole del tempo affinché la ruota giri e si inizino ad avere dei ritorni sufficienti alla sopravvivenza. Ma è chiaro che darvi all’eroina per la disperazione, non vi aiuterà a vendere più copie del vostro ultimo album di sonate rinascimentali.

E se si trattasse di un alibi? Voglio dire, quante volte avete sentito la frase: “Eh, ma lo sai che Van Gogh in vita ha venduto un solo quadro?”. Voi non siete Van Gogh, nel bene e nel male.

Non lasciatevi incantare dalle storie che circolano sugli artisti maledetti. Il fatto che ci siano 10 artisti su mille che sono morti di fame/tristezza di vivere/droga/sesso/rock’nroll nonostante il fatto che fossero (o che siano diventati) famosi non vuole dire che questa sia una ricetta per assicurarsi la gloria.

La maggior parte degli artisti che sono morti di fame/tristezza di vivere/droga/sesso/rock’n’roll resteranno per sempre sconosciuti, spesso, perché si sono spenti troppo presto. E voi non volete questo, vero? Quindi vi tocca lavorare invece che deprimervi.

Pubblicare un libro dopo averlo scritto è come passare dall’adolescenza all’età adulta. Consumatasi la ventata di gioia, il panico vi assale manco foste nel Jurassic Park. Non più sogni di gloria e successo, ma la dura realtà: ora il vostro libro è immerso in un mare di carta stampata, le cui onde più alte sono formate dalle colonne di libri di scrittori V.I.P. posizionate strategicamente vicino alle casse delle librerie.

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Ricordo ancora con quale trepidazione, dopo ben 4 anni da quando lo avevo finito di scrivere, mi ritrovai tra le mani il mio “Elenoir”, stampato e pubblicato. Entrare in una libreria e vederlo lì, in compagnia di scrittori famosi e bestsellers, non mi sembrava vero. Ogni volta che qualche amico o parente mi diceva di averlo avvistato su uno scaffale della Feltrinelli, mi veniva il batticuore.

Era la fase che in un relazione si definirebbe “luna di miele”. Sorridere per motivi inesistenti, pensare al futuro come a qualcosa di etereo e pieno di gioie, immaginarsi la propria vita come se di punto in bianco si fosse diventati Neil Gaiman. Ma non è così.

Se tornassi indietro al lontano 2009, probabilmente all’editore risponderei in modo molto diverso da come risposi all’epoca (firmando un contratto senza prima sottoporlo ad un legale, pubblicando un libro senza prima averne scritti altri 3). Ci sono momenti in cui guardo la prima edizione di Elenoir e mi viene da ridere. Si tratta di un libro sincero, libero, energico, senza filtro. Ed immaturo.

Ma poi ci penso un attimo e capisco che, se non avessi scritto e pubblicato Elenoir, non avrei scritto e pubblicato nemmeno tutti i libri che sono arrivati dopo di esso. Se rileggo le loro pagine in ordine cronologico, mi rendo conto dei miglioramenti che ci sono stati, da un punto di vista dello stile, della trama, dei dialoghi e quant’altro. Ora, io continuo a pubblicare i miei libri imperfetti, conscia del fatto che mi ci vorranno almeno altri vent’anni per poter arrivare ad un livello decente di scrittura.

Ma ora so bene che non esiste un solo tipo di scrittore, come non esiste un solo tipo di lettore. Come migliora la scrittura così fa la lettura. Ci sono mode (vedi i vampiri), il gusto cambia, sia di chi scrive che di chi legge. Cambia anche lo stile (vi immaginate se scrivessi copiando lo stile di Dostoevskij?) a seconda dell’età di chi scrive, dell’argomento trattato, dell’epoca storica in cui il libro è stato scritto…

Insomma. Sperimentare è l’unico modo per evolversi. Quindi, invece che cercare un editore, cercate un mentore. Invece che cercare la pubblicazione, cercate la lettura.

10 BUONE RAGIONI PER (NON) FARE L’ARTISTA si trova su Amazon, in edizione cartacea e Kindle (anche per i lettori Unlimited): https://amzn.to/2LbxjfW

Questo libro è dedicato a tutti e tutte coloro che sognano di diventare artisti ma si sentono ripetere dalla mattina alla sera, centinaia di volte, che non ce la faranno mai, che è una scelta sbagliata. Leggendo queste pagine, ricche di (a volte ironiche) nozioni di sopravvivenza per i wanna be Picasso, molti di voi cambieranno idea e sceglieranno di fare altro nella vita. Il che non è del tutto una cattiva idea. Tuttavia, quelli di voi che decideranno di fare gli artisti, nonostante tutte le problematiche a questo associate, si beccheranno un pochino di gloria, e chissà, forse con la propria arte ci si pagheranno anche l’affitto, un giorno.

BIOGRAFIA

FOTO RECENTE DI JULIE MAGGI. SPECIALE "LE DONNE NEL FUMETTO"Julie Maggi, autrice italiana a discapito del nome (è nata in Puglia, classe 1983), si prodiga da più di dieci anni nella realizzazione di libri illustrati e fumetti. È passata sia attraverso l’autoproduzione che attraverso la collaborazione con parecchie case editrici, sperimentando tecnicamente il digitale e la sua tecnica preferita, l’acquerello. Adesso però, dopo essersi fatta strada con mostre, presentazioni, fiere e partecipazioni a concorsi internazionali, vive e lavora all’estero.



SPECIALE LE DONNE NEL FUMETTO: SOMMARIO WEB

INTRODUZIONE

INTRODUZIONE ALLO SPECIALE FUMETTOMANIA N.21: “LE DONNE NEL FUMETTO”

COPERTINA E SOMMARIO

8 MARZO: INIZIA LO SPECIALE “LE DONNE NEL FUMETTO” …

SEZIONE ATTUALITA’

seconda PUNTATAhttp://fumettomaniafactory.net/2017/03/23/alda-teodorani-dallo-speciale-donne-nei-fumetti/

quarta PUNTATAhttp://fumettomaniafactory.net/2017/04/06/sulla-soglia-romanzi-fumetti-vanna-vinci/

settima PUNTATA – http://fumettomaniafactory.net/2017/05/30/ex-nuove-autrici-del-fumetto-italiano-parte-prima/

sesta PUNTATAhttp://fumettomaniafactory.net/2017/04/22/speciale-donne-nel-fumetto-battle-angel-alita-recensione/

ventisettesima PUNTATAhttps://fumettomaniafactory.net/2018/06/11/il-caso-di-julia-di-fabrizio-scibilia-speciale-le-donne-nel-fumetto/

Ventottesima PUNTATAhttps://fumettomaniafactory.net/2018/06/23/eva-kant-di-carlo-scaringi-speciale-le-donne-nel-fumetto/

Ventinovesima PUNTATAhttps://fumettomaniafactory.net/2018/07/10/intervista-a-julie-maggi-speciale-donne-nel-fumetto/

Trentesima PUNTATAhttps://fumettomaniafactory.net/2018/07/19/intervista-a-christian-urgese-speciale-le-donne-nel-fumetto/

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